Bio
20 novembre 2011

Rosario Leotta fotografo (Catania, Italia, 1982). Vive e lavora a Giarre, Sicilia, Italia.
Rosario Leotta (Catania, Italy, 1982).  Photographer based in Giarre, Sicily, Italy.

Mostre ed eventi / Exhibition and events


2016
Apertura inaugurale “Swimming Pool” a cura di Maurizio Martena e Franco Ferro – Plenum Fotografia Contemporanea – Catania

2014
“Singularity” a cura di Sabine Uhdris e Britta Acquistapace – Lo Studio – Büdingen/Frankfurt, Germany
“Corpi solitari” a cura di Giorgio Bonomi – Palazzo Trigona – Noto (SR)
“Isola” a cura di Giusi Affronti – Cantieri Culturali alla Zisa – Palermo
“Insert Coin – Retrogaming art” a cura di Guido Gaudioso – Galleria Civica Montevergini – Siracusa
Art Factory – Le Ciminiere – Catania

2013
“Di luce e colore” – Catania Art Gallery
“Il Razionalismo, dai sogni dell’Uomo all’architettura”– Villa Olmo Como

2012
“The End” a cura di Gean Moreno – Regional Public Library – Miami
”Altrove. Luogo o poesia” a cura di Beatrice Buscaroli – Catania Art Gallery
“In calda Sicilia 2” – Libra Arte Contemporanea – Catania
Arte Accessibile Milano – Spazio Eventiquattro Renzo Piano – Gruppo il Sole 24 Ore
Art Factory 02 – Le Ciminiere – Catania

2011
“Premio Arte” – Museo della Permanente – Milano

Premi e segnalazioni / Prizes and special mentions


2014
Honorable Mention IPA (International Photography Award) – Fine Art – Landscape – Professional Category

2013
Honorable Mention Px3 Prix de La Photographie France – Fine Art Abstract – Professional Category
2° premio – Il Razionalismo, dai sogni dell’Uomo all’architettura – Premio Digigraphie Epson – 2013
Honorable Mention IPA (International Photography Award) – Fine Art –  Abstract

2012
Selezionato Call “The End” – 10 progetti curati da Gean Moreno – Miami

2011
Primo classificato e Targa d’Oro al Premio Arte Mondadori 2011 sezione Fotografia.
(PX3) Prix de la Photographie, Paris – Argento nella categoria Fine Art
Primo premio “Contest Human Space” sezione Fotografia
Shortisted Licc (London International Creative Competiton 2011)
Selezionato per il catalogo “Premio Celeste 2011” Foto & Grafica Digitale 2010
Segnalato nel Celeste Prize International – sezione Photography 2007 
Finalista Premio Arte Mondadori sezione Grafica.

Critica


“Cadenze d’inganno”
– Pippo Pappalardo

Mi piace riprendere, per queste immagini fotografiche di Rosario Leotta, la figura scolastica della cadenza d’inganno la quale, nella teoria dell’armonia musicale, esprime la volontà del compositore di non concludere la sequenza armonica-melodica secondo uno schema predisposto, auspicato ed atteso ma di indirizzarla verso un’altra strada, un’altra possibile avventura o un’altra soluzione; magari cambiando rotta proprio all’ultima battuta. L’attenta analisi delle immagini formulate dal fotografo, vi restituirà, infatti, dapprima un significato immediato, sempre ravvisabile con sicurezza e consapevolezza. E, di volta in volta, il “cosa” l’autore abbia voluto raffigurare vi giungerà chiaro ed evidente: un orizzonte, un’onda, una nuvola, un volto, un distacco, un incontro, un’atmosfera. Poi, inevitabilmente, il riconoscimento del “cosa”, trascolorerà in un’altra domanda, in un’altra ricerca, cosicchè, insieme al reperto materiale, già selezionato dall’obiettivo, un altro reperto affiorerà nell’immagine conclusa, che rimanderà l’osservazione del nostro occhio retinico all’esperienza della scoperta, dell’incanto, della sorpresa, costringendoci a cercare altri significati possibili. Pertanto, riconosceremo incontri, momenti, rappresentazioni raccolti durante il comune cammino in Sicilia come “accanto alla nostra porta”; vicende, però, strumentali a individuare quel “quid” emotivo che vuol accantonare l’instabilità dell’emozione e, risolutamente, pretende di  penetrare nell’intelligenza dell’avvenimento. Ed ecco, a riprova, il rincorrere la presenza dell’età infantile, il continuo richiamo all’immagine dell’acqua, la ricerca di un orientamento all’interno di un bosco, di una collocazione lungo la linea dell’orizzonte. Icone tutte che richiamano gli “analoghi” dell’esperienza visiva di un Giorgione il quale enigmaticamente utilizzava il paesaggio (ponendogli cioè delle domande), o di uno Chagall, sempre capace di leggerissime quanto trasparenti verità oniriche  o, per rimanere dentro la staticità fotografica del fermo-immagine, di un Edward Hopper e della sua sospesa quotidianeità. Il nostro Rosario Leotta è, però, fotografo assai avveduto e rifugge dall’estetismo fine a se stesso; è ben cosciente che, per quanto colto e raffinato, potrebbe compromettere la qualità dell’immagine riportandola a tentazioni ruffiane e accondiscendenti che svilirebbero tante belle intuizioni. Conseguentemente privilegia lo “specifico” del mezzo fotografico per incrementare il carattere squisitamente personale del suo fotografare: a mio sommesso parere, due sono gli atteggiamenti, o accorgimenti, peculiari  sfruttati nella sua poetica: una felice disposizione verso la corretta composizione (e, conseguentemente,  l’equilibrio espressivo della medesima), ed una sapiente volontà nell’utilizzare le ultime vestigia del bianconero, ormai avviato al fatale tramonto (opinione assolutamente personale di chi scrive), qui ripreso nelle espressioni della sua gloriosa tradizione, e che ben collegano il presente lavoro alle più prestigiose scuole di fotografia. L’eterno Cartier Bresson, l’amico Giacomelli? Perché no. Eppur mi piace riprendere, nella circostanza, il magico orgoglio, tutto mediterraneo, di un Mimmo Jodice. Un fotografare, quindi, non documentativo, né meramente descrittivo dei nostri angoli isolani (per quanto, diceva Walker Evans, non si può non fare documento se l’istante è raccolto in fotografia), quanto un narrare fotografico degli angoli della comune esistenza lasciando che, prima che il nostro pensiero fotografico, siano proprio le cose e le persone a parlare per noi e restituirci, concretamente visibili, quella rivelazione sincera che si fa intellegibile in virtù della visibilità stanata, raggiunta, riaffermata.

“Singularity” – Britta Acquistapace

Die geheimnisvolle Urkraft unseres Universums: Die Frage nach der urtümlichen treibenden Energie ist wohl eine der größten Fragen, die sich die Menschheit je zu stellen getraute. In der Physik ist die Kraft die Ursache für Änderungen des Bewegungszustandes oder der Form eines Körpers. Die Energie selbst ist unsichtbar, sichtbar sind nur ihre Auswirkungen. Tatsächlich erlauben uns die bisherigen wissenschaftlichen Theorien bereits einen kleinen Einblick in das Wunder der Entstehung des Universums. Das frühe Universum kann gut mit Wasser verglichen werden. Die Moleküle im Wasser bewegten sich alle zufällig durcheinander, keine Richtung war bevorzugt. Der Werkzyklus “Singularity” des sizilianischen Fotokünstlers Rosario Leotta ist von diesem Phänomen motiviert: Er versucht in diesen Arbeiten, die Energien, die das Universum bewegen, zu visualisieren und mithilfe des Mediums der Fotografie in eine eigenständige, ästhetische Sprache zu überführen. Mit seinen beeindruckenden Darstellungen vergleichbarer Strukturen, beschwört Leotta Urformen herauf, reflektiert individuelle und universelle Gefühle. Der 1982 in Catania geborene Leotta, der nach einem Studium der Kommunikationswissenschaften zusätzlich seinen Master in Fotografie erworben hat, lebt und arbeitet aktuell in Giarre auf Sizilien, einer Kleinstadt 30 km nördlich von Catania. In der bildenden Kunst sind Farben ein entscheidendes Gestaltungsmerkmal. Sie sprechen unsere Sinne an, beleben und bestimmen die Bildkomposition, sind Innenleben eines malerischen Werkes. Auch bei Rosario Leotta wird die Farbe zum Symbolträger, um das Fließen von Energie im Raum sichtbar zu machen. Jede, der hier präsentierten Arbeiten, stellt die Aufnahme einer Mischung von Farben in Flüssigkeit dar, die in einem bestimmten Moment ihrer morphologischen Veränderung und Bewegung fotografisch festgehalten wurde. Die Arbeiten strahlen etwas Leichtes, Spielerisches aus, aber in Wirklichkeit beruhen sie auf einer raffinierten und handwerklich-durchprogrammierten Konzeption. Um diesen unverwechselbaren Ausdruck zu erzielen, bedient sich der Fotokünstler einer ganz speziellen Technik: Acryl- und Ölfarben oder Tusche werden zusammen mit einer transparenten Flüssigkeit jeweils einzeln in Glasbehälter gefüllt, die in verschiedenen Höhen angebracht und versetzt neben- oder hintereinander plaziert werden. Zusätzlich verwendet Leotta außerdem leere Glasgefäße unterschiedlicher Form und Dicke. Diese umfangreiche Vorbereitung, die an das gezielte Mischen von Farben auf einer Malpalette erinnert, ermöglicht in Kombination mit Dauerlicht oder Blitzbeleutung, die gewünschten Farb-, Licht- und Schatteneffekte hervorzurufen. Jedes einzelne Bild wird regelrecht zu einer Leinwand, der Leotta eine ganz persönliche Note verleihen kann. Das Ergebnis sind überraschende, zarte und zugleich kraftvolle Werke, die sich an der Grenze zwischen Fotografie und abstrakter Malerei zu bewegen scheinen.